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Dicembre 22, 2025
4 Minuti di lettura

Disturbo bipolare: nuove scoperte su neuroimaging, mini‑cervelli e rischio di abuso di sostanze

Autrice: Emily P.G. Erickson
Revisione medica: Angela D. Harper, MD

Dalle scansioni cerebrali che mostrano come i farmaci plasmano la mente alle innovazioni di intelligenza artificiale basate su mini‑cervelli coltivati in laboratorio, i ricercatori stanno gettando nuova luce sul disturbo bipolare. In questo articolo esploreremo cinque studi chiave che rivelano come funziona il cervello bipolare, come la terapia incida sul suo funzionamento, come ridurre il rischio di dipendenze e come identificare precocemente chi è a rischio.

Perché il cervello bipolare è diverso? Le prove della neuroimaging

Le ricerche moderne mostrano che chi vive con il disturbo bipolare presenta differenze misurabili nelle reti neuronali del cervello. Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders ha esaminato 160 partecipanti — 77 con diagnosi di disturbo bipolare e 83 senza problemi psichiatrici — utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Attività cerebrale prima e dopo il trattamento

  • Rete di salienza: monitora stimoli interni ed esterni e decide come reagire. Nei pazienti bipolari, è risultata iperattiva.
  • Rete di attenzione dorsale: permette di concentrarsi su obiettivi esterni e filtrare le distrazioni; anch’essa risultava più attiva.

Dopo tre mesi di terapia farmacologica con litio, quetiapina, olanzapina o altri stabilizzatori dell’umore, una parte del campione è stata sottoposta a una nuova fMRI. È emerso che la rete di salienza si normalizzava parzialmente, mentre la rete di attenzione restava invariata. Questo indica che il trattamento può modulare l’attività cerebrale, offrendo una misura oggettiva dell’efficacia terapeutica.

Cosa impariamo

  • Il disturbo bipolare altera reti neuronali specifiche, e queste differenze sono osservabili con l’fMRI.
  • I farmaci stabilizzanti sembrano “calmare” le aree iperattive, con potenziali implicazioni per il monitoraggio della risposta al trattamento.
  • I ricercatori stanno studiando varianti genetiche che potrebbero spiegare questi pattern.

Intelligenza artificiale e organoidi: diagnosi e farmaci su misura

Uno degli sviluppi più futuristici riguarda i mini‑cervelli (organoidi) coltivati da cellule cutanee. Ricercatori di Baltimora e Boston hanno creato organoidi da 12 persone (con disturbo bipolare, schizofrenia o nessuna malattia mentale) e ne hanno registrato l’attività elettrica a riposo e sotto stimolazione.

Machine learning e firme elettriche

Usando algoritmi di machine learning, gli scienziati hanno identificato la condizione di provenienza di ciascun organoide con un’accuratezza dell’83,3 % a riposo e del 91,6 % dopo stimolazione. Questo suggerisce che il disturbo bipolare ha una firma elettrica riconoscibile.

Implicazioni future

  • Potrebbe nascere un test diagnostico basato sull’elettricità cerebrale.
  • Si intravede la possibilità di testare farmaci su organoidi personalizzati, riducendo il rischio di effetti collaterali sugli individui.
  • Poiché lo studio coinvolge poche persone, è necessario ampliare la ricerca.

Terapia prolungata e rischio di abuso di sostanze: cosa dicono gli studi

Molte persone con disturbo bipolare lottano anche con il disturbo da uso di sostanze. Per capire se la terapia influisce su questo rischio, i ricercatori di Mass General Brigham hanno analizzato oltre 4 400 cartelle cliniche di giovani (16–30 anni) con disturbo bipolare o depressione maggiore.

Scopri le conclusioni

  • Avviare la terapia non riduceva significativamente il rischio di sviluppare dipendenze.
  • Proseguire la terapia sì: ogni mese continuativo di trattamento abbassava il rischio del 2,6 % (bipolare) o del 2,1 % (depressione). Dopo un anno, la riduzione complessiva era di circa il 26 %.
  • I ricercatori definivano “in trattamento” chi assumeva farmaci psichiatrici per almeno quattro settimane o partecipava a sei sessioni di psicoterapia in sei mesi.

Come usare queste informazioni

Se convivi con il disturbo bipolare, è fondamentale mantenere la terapia nel tempo: non solo per gestire i sintomi, ma anche per prevenire futuri problemi di dipendenza. Inoltre, parlare apertamente del consumo di sostanze con il team curante può fare la differenza.

Instabilità dell’umore cronica: un sintomo da non ignorare

Spesso il disturbo bipolare è descritto come alternanza di episodi di manie e depressione, ma molti riferiscono oscillazioni anche nei periodi “stabili”. Lo studio Prechter dell’Università del Michigan ha analizzato 481 persone con disturbo bipolare che hanno compilato questionari sull’umore per cinque anni.

Ecco cosa hanno scoperto

  • La maggioranza (78,5 %) presentava instabilità moderata o alta, dimostrando che le oscillazioni fuori dagli episodi sono frequenti.
  • I principali fattori associati a maggiore instabilità erano: nevroticismo, sonno disturbato, abusi o trascuratezza infantile, uso di stimolanti, esordio precoce dell’ipomania e numero di episodi depressivi.
  • Maggiore instabilità era correlata a peggiori performance lavorative e relazionali, salute mentale compromessa e maggiore ideazione suicidaria.

Strategie per gestire l’instabilità

  • Monitora l’umore: tenere un diario aiuta a riconoscere schemi e a intervenire prima che le oscillazioni si aggravino.
  • Affronta i fattori aggravanti: migliorare il sonno, elaborare i traumi e ridurre l’uso di stimolanti può attenuare l’instabilità.
  • Parla con i professionisti: non sminuire le oscillazioni; affrontarle può migliorare la qualità della vita.

Prevenzione precoce: il trial BART per i giovani a rischio

Il Bipolar At‑Risk Trial (BART) mira a sostenere i giovani (16–25 anni) che mostrano segni di rischio di disturbo bipolare. Presentato nel podcast The Research Room, il trial sta sperimentando una versione adattata della terapia cognitivo‑comportamentale (CBT).

Perché è diverso?

  • La CBT tradizionale incoraggia l’attivazione: per chi è a rischio di episodi maniacali, fare troppo può peggiorare la situazione.
  • Il BART insegna invece a dosare le energie, imparando quando fermarsi.
  • 337 giovani partecipano al trial, che si svolge in cinque sedi nel Regno Unito.

Messaggi chiave

  • Intervenire prima: se noti sbalzi d’umore e hai familiarità con il disturbo, cerca supporto precoce.
  • Valorizzare l’esperienza diretta: i ricercatori collaborano con persone che vivono il disturbo per adattare al meglio gli interventi.
  • Ascolta il podcast per scoprire come la ricerca sta evolvendo e come potresti beneficiare di questi approcci.

Fonti e pubblicazioni citate

  • Episode 9: The BART Study: Supporting Young People at Risk for Bipolar, The Research Room (24 settembre 2025).
  • Zhang C et al., Neuroimaging Changes in Pre‑Treatment and Post‑Treatment Patients With Bipolar Disorder and Their Relationship With Genetic Characteristics, Journal of Affective Disorders.
  • Zhang C et al., Fractional Amplitude of Low‑Frequency Fluctuations in Sensory‑Motor Networks and Limbic System as a Potential Predictor of Treatment Response in Patients With Schizophrenia, Schizophrenia Research.
  • Allen Institute for Brain Science, Allen Brain Atlas: Data Portal.
  • Chen K et al., Machine Learning‑Enabled Detection of Electrophysiological Signatures in iPSC‑Derived Models of Schizophrenia and Bipolar Disorder, APL Bioengineering.
  • Ludwig P.E et al., Neuroanatomy, Neurons, StatPearls.
  • Yule A.M et al., An Examination of the Impact of Treatment on Later Risk for a Substance Use Disorder in Young People With Major Depressive Disorder and Bipolar Disorder, Journal of Mood & Anxiety Disorders.
  • Strömberg A.R et al., Modeling and Predicting Mood Instability in a Longitudinal Cohort of Bipolar Disorder, Nature Mental Health.
  • Longitudinal Study of Bipolar Disorder, University of Michigan Medical School.
  • BART II, JUICE Mental Health.

Tradotto e adattato da bpHope
Noi di bpHope crediamo nell’accessibilità dei contenuti per chi parla italiano. Scopri di più visitando il sito originale: bpHope.com.

Tony the Pony

Diagnosticato bipolare qualche tempo fa, Tony the Pony ha deciso di spendere il suo tempo in qualcosa che potesse aiutare gli altri così come è stato aiutato lui *nitrisce

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